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Gulag
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Il mwewGulag (mwfapronuncia: /ɡuˈlaɡ/; mwfgin russo ГУЛаг - Главное управление исправительно-трудовых лагерей?, Glavnoe upravlenie ispravitel'no-trudovych lagerej ,"Direzione principale dei campi di lavoro correttivi"cite-ref-1[1]cite-ref-2[2]) è stato il ramo della mwiapolizia politica dell'URSS che istituì il sistema penale dei mwiqcampi di lavoro forzato, sostituendo il precedente mwigsistema carcerario mwiwzarista. Benché questi campi fossero stati pensati per la generalità dei criminali, il sistema è noto soprattutto come mezzo di mwjarepressione degli mwjqoppositori politici dell'mwjgUnione Sovietica. Essi costituirono una parte della repressione generale del dissenso in URSS, assieme al mwjwterrore rosso, alle mwkaGrandi purghe e alla mwkqdekulakizzazione.

Complessivamente circa 18 milioni di persone, non solo sovietici, sono passati dai campi.cite-ref-grz-3-0[3] Il numero massimo di prigionieri fu raggiunto nel 1950 con circa 2,5 milioni di reclusi. Il tasso di mortalità nel Gulag prima della mwlwseconda guerra mondiale oscillava tra il 2,1% e il 5,4%, picco massimo registrato nel 1933.cite-ref-4[4] Durante la seconda guerra mondiale, nel contesto delle scarse condizioni di vita dei prigionieri, si raggiunse un tasso del 24,9%. Nei primi mwnaanni '50 il tasso calò intorno allo 0,9% fino a raggiungere lo 0,4% nel 1956.cite-ref-mortalit-5-0[5]

Fino alla dissoluzione dell'Unione Sovietica non vi erano dati certi sui decessi dei reclusi e diversi media occidentali ipotizzarono diversi milioni di morti.cite-ref-6[6]Secondo i documenti degli archivi sovietici, dove erano stati catalogati gli internati e i decessi, fra il 1930 ed il 1956 si sarebbe registrato un totale di 1.606.748 morti,cite-ref-mortalit-5-1[5] dei quali 932.268 (il 58% del totale) nel periodo 1941-1945, su circa 18 milioni di persone che, secondo gli storici più accreditati, sono passate nei campi del gulag.cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]

Contents

Storia
Origini
I campi
Morti
Cultura
Note

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Storia

Origini

Un sistema di campi di lavoro esisteva in mwtgRussia già dal mwtw'600, col nome di mwuaKatorga, dove si recludevano criminali comuni e oppositori politici mwuqanti-zaristi (anche mwugDostoevskij e lo stesso mwuwStalin furono internati in dei Katorga, rispettivamente tra il 1850-1854 e tra il 1913-1917cite-ref-9[9]). Durante la mwwarivoluzione bolscevica Lenin ordinò la liberazione dai Katorga dei prigionieri anti-zaristi. I mwwqbolscevichi, nei primi mwwganni '20, durante la mwwwguerra civile russa, aprirono il mwxaLager Soloveckij, dove detenevano i prigionieri di guerra.

I campi

Nel mwzq1930 gli ex Katorga, sotto Stalin, vennero ribattezzati in "Gulag" e vennero ristrutturate le attrezzature di detenzione; ciò comportò un sensibile miglioramento delle condizioni dei detenuti, testimoniato dal drastico abbassamento del tasso di mortalità (da una media del 13,9% nel periodo zarista a una del 4,4% nel periodo sovieticocite-ref-10[10]).

Vi erano due tipologie principali di campi del Gulag: i campi speciali VČK (mwawVečeka; mwbain russo особые лагеря ВЧК?, Osobye lagerja VČK) e i mwbqcampi di lavoro forzato (mwbgin russo лагеря принудительных работ?, lagerja prinuditel'nych rabot). Questi venivano eretti per varie categorie di persone considerate pericolose per lo Stato: criminali comuni, funzionari accusati di sabotaggio e malversazione, nemici politici e dissidenti, nonché ex nobili, borghesi e grandi proprietari terrieri, in generale "elementi che non contribuivano alla mwbwdittatura del proletariato".cite-ref-11[11] In particolare, già dal 1929 le distinzioni giuridiche tra criminali e prigionieri politici vennero eliminate e il controllo dell'intero sistema penale sovietico andò nelle mani dell'mwdaOGPU.cite-ref-12[12]

Il bisogno di risorse naturali in rapido incremento e le esigenze di un programma accelerato di mwegindustrializzazione alimentarono la domanda di lavoro a basso costo. Si diffusero denunce, arresti a quota, esecuzioni sommarie e attività di polizia segreta. Le opportunità più ampie per una facile, talora automatica, condanna dei "criminali" vennero fornite dall'mwewarticolo 58 del codice penale della Repubblica Federale Socialista Sovietica di Russia.

La seconda guerra mondiale

Durante la mwfgseconda guerra mondiale la popolazione dei campi di concentramento diminuì significativamente a causa della "liberazione di massa" di centinaia di migliaia di prigionieri, arruolati di forza in reparti di disciplina e inviati direttamente al fronte. Durante il conflitto, inoltre, migliaia di polacchi ed abitanti delle altre terre invase ed annesse dall'Unione Sovietica sulla base del mwfwpatto Molotov-Ribbentrop con la mwgaGermania nazista vennero arrestati ed inviati nel Gulag.cite-ref-13[13]cite-ref-14[14] La maggior parte degli ufficiali polacchi catturati vennero o uccisi (vedi mwiqmassacro di Katyn') o inviati nel Gulag.cite-ref-15[15] Dei 10-12.000 polacchi deportati a Kolyma, soprattutto mwjgprigionieri di guerra, solo 583 uomini sopravvissero.cite-ref-16[16] Dopo la guerra, il numero di internati nei campi di prigionia e nelle colonie crebbe di nuovo rapidamente e raggiunse circa due milioni e mezzo di persone all'inizio degli mwkwanni cinquanta. Nel dopoguerra si contavano nel Gulag mwladisertori, criminali, mwlqprigionieri di guerra, traditori accusati, a torto o a ragione, di "cooperazione col nemico". Vi fu spedito anche un ampio numero di civili dei territori sovietici caduti sotto l'occupazione straniera, come pure dai territori annessi all'mwlgUnione Sovietica dopo la guerra. Nel secondo dopoguerra una significativa parte dei reclusi fu costituita da mwlwtedeschi, mwmapolacchi, mwmqfinlandesi, mwmgcareliani, mwmwromeni, mwnaestoni, mwnqlettoni, mwnglituani e altri prigionieri di guerra appartenenti a paesi occupati dall'mwnwArmata Rossa.cite-ref-17[17]

Le "purghe" staliniane

Con le mwpggrandi purghe dello mwpwstalinismo, tra il mwqa1937 e il mwqq1953 i reclusi crebbero in modo esponenziale. Oltre a politici, militari, scienziati, esponenti della cultura e antifascisti italiani rifugiati in URSS, perfino le mogli di altissimi esponenti del regime come mwqgVjačeslav Molotov e mwqwAleksandr Poskrëbyšev finirono nel Gulag.cite-ref-18[18]

Con la morte di Stalin nel 1953 si assistette ad un'accelerazione del processo di smantellamento del sistema Gulag e venne messo in atto un programma di mwsqamnistia, scarcerando coloro che dovevano trascorrere al massimo cinque anni. Pertanto furono liberati soprattutto i condannati per reati comuni. Il rilascio dei mwsgprigionieri politici iniziò nel mwsw1954.

Due anni dopo, durante il mwtqXX Congresso del PCUS, il nuovo leader sovietico mwtgNikita Chruščëv pronunciò il suo famoso "mwtwdiscorso segreto", nel quale attribuiva al defunto Stalin una lunga serie di colpe, sostenendo che:

«Stalin voleva trasformarsi in un superuomo dotato di caratteristiche sovrannaturali, simili a quelle di un dio»

(Nikita Chruščëvcite-ref-19[19])

Tra le accuse spiccano la gestione della mwvwcarestia ucraina del 1933 e le mwwagrandi purghe dei primi mwwqanni '30, addossate in totalità a Stalin (omettendo le responsabilità anche e soprattutto di mwwgEžov, di cui oggi si sa esserne stato il pianificatore e l'esecutore); spicca anche l'associazione del Gulag alla figura di Stalin, tant'è che alcune testate occidentali arrivarono a identificare Stalin come l'inventore dei campi di lavoro russicite-ref-20[20].

Nel suo discorso, Chruščëv rivelò che "Stalin aveva commesso gravi perversioni dei principi di partito" e innescato la "repressione più crudele", inventando il concetto di "nemico del popolo". Nel suo "discorso segreto" - che non fu pubblicato in Unione Sovietica fino al 1989 - disse che Iosif Stalin aveva "praticato la violenza brutale, non solo verso tutto ciò che gli si opponeva, ma anche verso ciò che sembrava, al suo carattere capriccioso e dispotico, contrario ai suoi concetti". Il nuovo leader del PCUS nascose però, come mostrarono dopo gli archivi del Politburo, che aveva chiesto il permesso di sparare o incarcerare circa 70.000 persone quando era capo del partito ucraino alla fine degli anni '30. La durezza delle accuse unita alla mancanza di fonti, l'omissione di fatti documentati e la debolezza della tesi di partenza sorpresero e insospettirono la popolazione sovieticacite-ref-21[21] (va infatti segnalato che, al 2019, secondo un sondaggio, il 70% della popolazione valuta Stalin positivamentecite-ref-22[22]cite-ref-23[23]); al contrario, le accuse di Chruščëv furono accolte come veritiere ed enfatizzate dalla stampa occidentale. Recentemente storici e studiosi stanno cercando di ricostruire le repressioni del periodo staliniano,cite-ref-24[24] andando a indagare anche sulle motivazioni che spinsero Chruščëv ad attaccare Stalin e come questo fu di fatto un assist alla propaganda anti-sovietica.cite-ref-25[25]

Soppressione e sviluppi seguenti

Ufficialmente il sistema Gulag fu soppresso dall'ordinanza numero 20 del 25 gennaio mw4w1960 del mw5aMinistero degli affari interni sovietico, ma continuarono ad esistere mw5qcolonie di lavoro forzato per mw5gprigionieri politici e criminali, oltre a una rete di mw5wospedali psichiatrici per dissidenti denominati mw6apsichuška dove si praticava la mw6qpsichiatria punitiva. I detenuti "politici" considerati pericolosi continuarono a essere tenuti in uno dei campi più famosi, "mw6gPerm-36", fino al mw6w1987, quando fu chiuso.cite-ref-26[26]

Nel novembre mw8q1991 il nuovo parlamento russo, la mw8gDuma, emanò la mw8w"Dichiarazione dei diritti e delle libertà dell'individuo" che garantì, in punto di principio, tra le altre libertà, il diritto di dissentire dal governo, rimasto formalmente in vigore almeno fino al 2022, e mw9ade jure garantito dalla mw9qCostituzione della Federazione Russa.cite-ref-27[27]

I gulag furono sostituiti da un sistema di carceri e "mw-wcolonie penali correttive" (in russo mw-aispravitelnaya koloniya, in sigla IK, campi di lavoro ma in forma e dimensione ridotta, a volte situati in luoghi remoti nei pressi dei vecchi gulag) senza differenza tra criminali comuni e detenuti politici, in cui vengono inviati con poche eccezioni tutti i condannati senza condizionale con pene superiori a sei mesi. I detenuti non furono più impiegati in mw-qlavori massacranti come miniere, cave, costruzione di ferrovie o taglio di legname, ma sostanzialmente nell'industria di sartoria per uniformi militari e di polizia, in lavori per la prigione, come operai in fabbrica o in lavori agricoli, e, pur permanendo condizioni di sfruttamento lavorativo e condizioni dure con una mortalità ridotta dovuta principalmente alle malattie diffuse, cominciarono a ricevere un basso salario.cite-ref-kapustina-28-0[28]cite-ref-29[29]cite-ref-novayagazeta-30-0[30]cite-ref-31[31]cite-ref-harshest-32-0[32]

Questo sistema è rimasto in vigore, tra i paesi post-sovietici, massicciamente solo in mwarmRussia e mwarqBielorussia, e in parte in mwaruKazakistan, mwaryUzbekistan, mwarcKirghizistan e mwargTagikistan, e in forma meno dura in alcune carceri di minima sicurezza dell'mwarkUcraina.cite-ref-33[33]

Descrizione

Terminologia

Nel corso degli anni furono coniati diversi mwascacronimi per gli istituti di direzione.cite-ref-34[34]cite-ref-35[35] Dopo l'iniziale creazione del Gulag nel mwata1926, man mano le varie organizzazioni confluirono al suo interno sotto il controllo dell'NKVD. Dal 7 aprile mwate1930 i documenti ufficiali adottarono il termine mwatiispravitel'no-trudovye lagerja (ITL), che sostituì l'espressione mwatmkonclager (campo di concentramento), in seguito alle minacce di boicottaggio delle merci sovietiche mosse dalla mwatqGran Bretagna e dagli mwatuUSA.cite-ref-36[36]

• mwatwGULag - mwat0Glavnoe upravlenie lagerej (Direzione generale dei lager)
• mwat8GUITK - mwauaGlavnoe upravlenie ispravitel'no-trudovych kolonij (Direzione generale delle colonie di rieducazione attraverso il lavoro)
• mwauiGUITU - mwaumGlavnye upravlenija ispravitel'no-trudovych učreždenij (Direzioni generali degli istituti di rieducazione attraverso il lavoro)
• mwauuUITU - mwauyUpravlenija ispravitel'no-trudovych učreždenij (Direzioni degli istituti di rieducazione attraverso il lavoro)
• mwaugGULŽDS - mwaukGlavnoe upravlenie lagerej železnodorožnogo stroitel'stva (Direzione generale dei lager per le costruzioni ferroviarie)
• mwausGUMZ - mwauwGlavnoe upravlenie mest zaključenija (Direzione generale dei luoghi di reclusione)
• mwau4GUPR - mwau8Glavnoe upravlenie prinuditel'nych rabot (Direzione generale dei lavori forzati)

Taluni autori chiamano mwaveGulag tutte le prigioni e i campi sparsi durante la storia sovietica (1917mwavi – 1991). Inoltre, l'uso moderno del termine spesso non ha correlazione con l'URSS: per esempio in espressioni come "gulag mwavmnordcoreani" (vedi mwavqKwalliso), "gulag mwavucinesi" (vedi mwavyLaogai), o "il gulag privato dell'America". È degno di nota che l'acronimo originale russo, mai al plurale, descriveva non un singolo campo, ma l'amministrazione incaricata dell'intero sistema dei campi nel suo complesso.

In occidente, il termine mwavgGulag era ampiamente diffuso sui giornali fin dagli mwavkanni quaranta e, in contesti più limitati, dagli mwavoanni trenta. Dagli mwavsanni venti nei testi italiani erano usati i termini mwavwcampo di concentramento o mwav0campo di lavoro forzato;cite-ref-37[37]cite-ref-38[38]cite-ref-39[39]cite-ref-40[40] negli anni quaranta, per la notorietà dei campi nazisti, si è affiancato il termine tedesco mwaw4Lager (col significato di "campo di concentramento") per indicare anche i campi sovietici; negli mwaw8anni settanta la risonanza del libro mwaxamwaxeArcipelago Gulag di mwaxiAleksandr Solženicyn portò ad usare il termine mwaxmGulag per indicare i campi (invece che l'organismo amministrativo), ma nella traduzione italiana del libro i campi sono sempre chiamati mwaxqLager. Nella letteratura italiana, la traduzione del significato dell'acronimo non è unanime: in mwaxuArcipelago Gulag (1974-75-78) si trova "Direzione generale dei Lager", mentre in mwaxyFra i deportati dell'U.R.S.S. (1939) è indicato "Direzione generale dei Campi di Concentramento". Il termine Gulag non era spesso usato in russo, né ufficialmente né colloquialmente; i termini predominanti erano mwaxccampi (лагеря, "lagerya") e mwaxgzona (зона, "zona"), solitamente al singolare, per indicare il sistema dei campi di lavoro e i singoli campi. Il termine ufficiale, "campo di lavoro correzionale", fu proposto per l'uso ufficiale dal Politburo del Partito Comunista dell'Unione Sovietica nella sessione del 27 luglio 1929.

Un nome colloquiale per un incarcerato in un Gulag sovietico era "mwaxozeka", "mwaxszek". In russo "incarcerato" si dice "заключённый", mwaxwzaključënnyj, di solito abbreviato in 'з/к', pronuncia 'зэка' (zèka), trasformato gradualmente in 'зэк' e in 'зек'. Il termine è ancora usato colloquialmente senza alcuna connessione coi campi di lavoro. 'З/к' era in principio la sigla di "заключённый каналостроитель", "mwax0zaključënnyj mwax4kanalostroitel'" (scavatore di canali incarcerato), traendo origine dalla forza lavoro schiava del mwax8canale Volga-Don. Quindi il termine passò a indicare semplicemente "zaključënnyj".

Questi termini, in particolar modo mwayezek per indicare il detenuto, e mwayizona come sinonimo di carcere, sono ancora utilizzati nel gergo carcerario russo, in particolare da ex internati dei gulag.cite-ref-41[41]

Varietà

In aggiunta alla categoria più comune di campi nei quali si praticavano lavoro fisico pesante e vari tipi di detenzione, esistevano anche altre forme.

• Un tipo singolare di lager detti mway8mwazašaraška (шарашка, mwazeluogo d'ozio) erano in realtà laboratori di ricerca dove gli scienziati arrestati, alcuni dei quali eminenti, venivano riuniti per sviluppare in segreto nuove tecnologie e ricerche di base. In una šaraška, dove aveva scontato alcuni anni di prigionia, Solženicyn ha ambientato il romanzo mwazimwazmIl primo cerchio.
• mwazuPsichuška (психушка) significa "manicomio", in cui si veniva reclusi per il trattamento medico forzato mediante imprigionamento psichiatrico, utilizzato al posto del campo di lavoro al fine di isolare ed esaurire psichicamente i prigionieri politici. Questa pratica divenne comunissima dopo lo smantellamento ufficiale del sistema del Gulag. Vedi mwazcVladimir Bukovsky, mwazgPetro Grygorenko.
• Campi o mwazozone speciali per fanciulli (mwazsin russo малолетки?, maloletki, "piccoli d'età"), per disabili (a Spassk) e per madri con neonati (mwaz4in russo мамки?, mamki). Queste categorie erano considerate improduttive e spesso soggette a molti abusi.
• Campi per "mogli di traditori della Patria" (esisteva una categoria particolare di repressi: "Membri della famiglia dei traditori della Patria" (mwaaein russo ЧСИР, член семьи изменника Родиныmwaai?).
• Sotto la supervisione di mwaaqLavrentij Beria, a capo tanto della mwaauNKVD (precursore del KGB) che del programma sovietico per la mwaaybomba atomica fino alla sua destituzione nel mwaac1953, migliaia di mwaagzek furono usati per estrarre minerale di mwaakuranio e preparare attrezzature per i mwaaotest di mwaasNovaja Zemlja, nell'isola di mwaawVajgač e a mwaa0Semipalatinsk, tra gli altri luoghi. Esistono documenti sull'uso di prigionieri nei primi test nucleari (il primo fu condotto a Semipaltinsk nel mwaa41949) per decontaminare aree radioattive e mwaa8sottomarini nucleari.
• Avraham Shifrin definisce "mwabicampi di sterminio" 43 campi dell'Unione Sovietica nei quali i prigionieri furono "forzati a lavorare in condizioni pericolose e insane responsabili di una morte certa".cite-ref-avram-42-0[42] L'autore identifica tre tipi di campi: 1) campi dai quali nessuno uscì vivo (miniere di uranio e impianti di arricchimento); 2) campi di lavoro pericoloso per l'industria bellica (impianti nucleari ad alto rischio); 3) campi di lavoro pericoloso, responsabile di mwabcdisabilità e malattie fatali (impianti senza ventilazione)cite-ref-avram-42-1[42]
• mwab0Nuovi katorga: campi estremamente duri di epoca stalinista inizialmente usati per ex collaborazionisti nazisti
• mwab8Mappa dei campi di lavoro forzato, su memo.ru.

Geografia

I campi erano inizialmente ubicati in luoghi ritenuti idonei a facilitare l'isolamento dei prigionieri. I monasteri remoti erano di frequente riutilizzati come siti. Il sito nelle mwacyisole Solovki nel mwaccMar Bianco fu uno dei primi e più degni di menzione ed ebbe origine subito dopo la mwacgRivoluzione, nel mwack1918.cite-ref-43[43] Il nome con cui quelle isole sono comunemente note, "Solovki", entrò nella lingua comune come simbolo di campo di lavoro in generale. Veniva presentato al mondo come un esempio del modo sovietico di "rieducazione del mwac4nemico di classe" e della sua reintegrazione nella società sovietica per mezzo del lavoro. In principio, i rinchiusi, la maggior parte dei quali apparteneva all'mwac8intellighenzia russa, godevano di relativa libertà (nei limiti dei confini naturali delle isole). Si pubblicavano mwadaquotidiani e mwadeperiodici locali e si praticò anche qualche mwadiricerca scientifica (si coltivò un mwadmgiardino botanico, poi scomparso; il filosofo e mistico russo mwadqPavel Aleksandrovič Florenskij fu uno degli scienziati maggiormente impegnati nelle ricerche sul mwaduPermafrost). Ma alla fine esso fu trasformato in un lager ordinario; in effetti alcuni storici ritengono che Solovki fosse un prototipo dei lager.

Dando importanza ai lager come mezzo per concentrare forza lavoro a basso prezzo, si costruirono, quindi, nuovi campi in tutta la sfera d'influenza sovietica, ovunque la convenienza economica ne dettasse la costruzione (o si volesse specificamente approfittarne, come per costruire il mwadccanale Mar Bianco-Mar Baltico o la mwadgferrovia Baikal-Amur), tenendo anche conto dei rifornimenti dalle grandi città. Parti della mwadkmetropolitana di Mosca e dei mwadomwadscampus dell'mwadwUniversità statale di Mosca furono costruiti da lavoratori forzati. Molti altri progetti durante la rapida industrializzazione degli mwad0anni trenta, durante la seconda guerra mondiale e dopo furono compiuti gravando sulle spalle dei condannati e l'attività del Gulag si estese in ampi settori dell'industria sovietica.

La maggior parte dei campi era situata in aree ultraremote della mwad8Siberia nordorientale (i raggruppamenti più conosciuti erano il mwaeamwaeeSevvostlag (mwaeiCampi nordorientali) lungo il fiume mwaemKolyma e il mwaeqmwaeuNorillag (vicino a mwaeyNoril'sk) e nelle zone sudorientali dell'URSS, principalmente nelle steppe del mwaecKazakistan (mwaegLuglag, mwaekSteplag, mwaeoPeschanlag), o all'estremo nord (mwaesVorkuta).cite-ref-44[44]

Si trattava di vaste regioni disabitate, senza collegamenti (in effetti, la costruzione delle strade era assegnata ai detenuti dei campi specializzati in ferrovie) o fonti di sostentamento, ma ricche di minerali ed altre risorse naturali (come il legname). Comunque, se ne trovavano in tutta l'mwafeUnione Sovietica, compresa la parte europea della Russia, la mwafiBielorussia, l'mwafmUcraina. Esistevano anche numerosi campi situati all'esterno dell'URSS, in mwafqCecoslovacchia, mwafuUngheria, mwafyPolonia, mwafcMongolia, ma pur sempre sotto il controllo diretto dell'amministrazione centrale Gulag.

L'area lungo il fiume mwafkIndigirka era conosciuta col nome di mwafoGulag dentro il Gulag. Nel villaggio di mwafsOjmjakon (Оймякон) si registrò la temperatura record di −71,2mwafw °C.cite-ref-45[45]

Internati e morti

Numero di prigionieri

Il numero di prigionieri crebbe ogni anno abbastanza gradualmente dal 1930 (176.000) al 1934 (510.307), e poi più rapidamente fino all'impennata del 1938 legata alle mwaggpurghe (1.881.570), per diminuire durante la seconda guerra mondiale a causa dei reclutamenti nell'esercito (1.179.819 nel 1944). Dal 1945 tornò a crescere fino al 1950, raggiungendo il valore massimo (oltre 2.500.000), che rimase pressappoco costante fino al 1953.

Tra il 1934 e il 1953, il 20%-40% della popolazione del sistema Gulag in ogni anno è stata rilasciata.cite-ref-46[46]

Complessivamente furono 18 milioni i detenuti nel Gulag.

| 1930 | 179.000 | 1936 | 1.296.494 | 1942 | 1.777.043 | 1948 | 2.199.535 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1931 | 212.000 | 1937 | 1.196.369 | 1943 | 1.484.182 | 1949 | 2.356.685 |
| 1932 | 268.700 | 1938 | 1.881.570 | 1944 | 1.179.819 | 1950 | 2.561.351 |
| 1933 | 334.300 | 1939 | 1.672.438 | 1945 | 1.460.677 | 1951 | 2.525.146 |
| 1934 | 510.307 | 1940 | 1.659.992 | 1946 | 1.703.095 | 1952 | 2.504.514 |
| 1935 | 965.742 | 1941 | 1.929.729 | 1947 | 1.721.543 | 1953 | 2.468.524 |

Morti

Prima dello scioglimento dell'Unione Sovietica, le stime delle vittime del Gulag variavano da 2,3 a 17,6 milioni e si stimava che la mortalità nel periodo 1934-40 fosse 4-6 volte superiore a quella media dell'Unione Sovietica. Gli studi post-1991 effettuati degli storici, che hanno potuto accedere alla documentazione d'archivio, hanno ridotto considerevolmente questa stima.cite-ref-48[48]cite-ref-49[49]

Secondo uno studio del 1993 sui dati archivistici sovietici, un totale di 1.053.829 persone morirono nel Gulag dal 1934 al 1953.cite-ref-grz-3-1[3]

Tenendo conto del fatto che era prassi comune liberare i prigionieri che soffrivano di malattie incurabili o prossimi alla morte,cite-ref-ellman-srs-50-0[50]cite-ref-applebaum583-51-0[51] secondo Steven Rosefielde e Stephen Wheatcroft, un'analisi statistica combinando la mortalità mwaoanei campi e la mortalità mwaoecausata dai campi suggerisce una cifra di circa 1,6 milioni di deceduti.cite-ref-wheatcroft1999-52-0[52]cite-ref-rosefielde7677-53-0[53]

Una cifra totale diversa è stimata da Anatolij Višnevskij, secondo cui il numero di coloro che morirono in prigione nel 1930-1953 è di almeno 1,76 milioni, di cui circa la metà tra il 1941 e il 1943 a seguito dell'invasione tedesca.cite-ref-54[54]cite-ref-55[55] Se si includono le morti dei prigionieri provenienti dai campi di lavoro e insediamenti speciali, il bilancio delle vittime secondo J. Otto Pohl sale a 2.749.163, sebbene lo stesso storico sottolinei che è incompleto e non copra tutte le categorie dei prigionieri per ogni anno considerato nel suo studio.cite-ref-applebaum583-51-1[51]cite-ref-pohl-56-0[56]

Nel suo recente studio, Golfo Alexopoulos ha posto in discussione queste cifre, includendo nel numero dei morti quelli la cui vita fu abbreviata a causa delle condizioni di vita nel Gulag.cite-ref-healey-57-0[57]

Alexopoulos conclude dalle sue ricerche che una pratica sistematica del Gulag consistette nel liberare i prigionieri malati in punto di morte e che tutti i prigionieri che ricevettero una classificazione sanitaria come "invalido", adatto a un "lavoro fisico leggero" o a "lavoro individualizzato leggero" o con "problemi fisici", che nel loro assieme, secondo Alexopoulos, includevano almeno un terzo di tutti i detenuti che sono passati attraverso il Gulag, sono morti o le loro vite furono ridotte a causa della detenzione nel Gulag durante la cattività o poco dopo il loro rilascio.cite-ref-58[58] La mortalità nel Gulag stimata in questo modo arriva alla cifra di 6 milioni di morti.cite-ref-alexgula-59-0[59] Lo storico Orlando Figes e lo scrittore russo Vadim Erlikman hanno ipotizzato stime simili.cite-ref-1-60-0[60]cite-ref-61[61] La stima di Alexopoulos tuttavia ha evidenti difficoltà metodologiche,cite-ref-healey-57-1[57] essendo supportato da errata interpretazione di evidenza, come presumere che l'indicazione nel 1948 di centinaia di migliaia di prigionieri "diretti verso altri luoghi di detenzione" fosse un eufemismo per indicare il rilascio di prigionieri sull'orlo della morte in colonie di lavoro, quando si riferirebbe realmente al loro trasporto interno nel sistema del Gulag, piuttosto che alla loro liberazione.cite-ref-hardjal-62-0[62]

Il consenso storico provvisorio tra i ricercatori e gli storici archivistici che accedono ai dati è quello di 18 milioni di persone che passarono nel sistema del Gulag dal 1930 al 1953;cite-ref-hardjal-62-1[62] di questi una cifra di almeno tra 1,5 e 1,7 milioni morirono come conseguenza della loro detenzione,cite-ref-healey-57-2[57] per quanto alcuni storici ritengano che il bilancio delle vittime sia "leggermente superiore".cite-ref-hardjal-62-2[62]

Tasso di mortalità

Certificati di morte nel sistema Gulag per il periodo che va dal mwask1930 al mwaso1956, secondo i documenti del politico sovietico e mwassCommissario per la riabilitazione delle vittime delle repressioni politiche nella mwaswRussia post-sovietica mwas0Aleksandr Nikolaevič Jakovlev.cite-ref-mortalit-5-2[5]

| Anno | Morti | Tasso di mortalità (%) |
|---|---|---|
| 1930 | 7 980 | 4,2 |
| 1931 | 7 283 | 2,9 |
| 1932 | 13 197 | 4,8 |
| 1933 | 67 297 | 15,3 |
| 1934 | 25 187 | 4,28 |
| 1935 | 31 636 | 2,75 |
| 1936 | 24 993 | 2,11 |
| 1937 | 31 056 | 2,42 |
| 1938 | 108 654 | 5,35 |
| 1939 | 44 750 | 3,1 |
| 1940 | 41 275 | 2,72 |
| 1941 | 115 484 | 6,1 |
| 1942 | 352 560 | 24,9 |
| 1943 | 267 826 | 22,4 |
| 1944 | 114 481 | 9,2 |
| 1945 | 81 917 | 5,95 |
| 1946 | 30 715 | 2,2 |
| 1947 | 66 830 | 3,59 |
| 1948 | 50 659 | 2,28 |
| 1949 | 29 350 | 1,21 |
| 1950 | 24 511 | 0,95 |
| 1951 | 22 466 | 0,92 |
| 1952 | 20 643 | 0,84 |
| 1953 | 9 628 | 0,67 |
| 1954 | 8 358 | 0,69 |
| 1955 | 4 842 | 0,53 |
| 1956 | 3 164 | 0,4 |
| Totale | 1 606 748 | |

Condizioni di vita

Il taglio e trasporto del legname e il lavoro in miniera erano le attività più comuni e più dure. In una mwa4gminiera la quota di produzione "pro capite" poteva raggiungere i 13.000 chili di minerale al giorno.cite-ref-0-63-0[63] Mancare la quota significava ricevere minori razioni di sostentamento,cite-ref-64[64] un ciclo che di solito causava conseguenze fatali, passando attraverso la spossatezza e la "devitalizzazione".cite-ref-0-63-1[63] Un uomo in queste condizioni era soprannominato "dochodjaga" (доходяга), traducibile approssimativamente con "spacciato".cite-ref-0-63-2[63]cite-ref-65[65]cite-ref-66[66]

I detenuti erano spesso costretti a lavorare in condizioni disumane.cite-ref-0-63-3[63]cite-ref-67[67]cite-ref-68[68]cite-ref-69[69] A dispetto del clima duro, i detenuti spesso non erano adeguatamente vestiti e nutriti, erano trattati medicalmente in modo appena sufficiente, né veniva loro fornito alcun mezzo per combattere l'mwa7iavitaminosicite-ref-70[70]cite-ref-71[71] che conduceva a malattie come lo mwa7sscorbuto o sindromi quali la mwa7wcecità notturna. Il valore nutrizionale di una razione minima giornaliera era intorno alle 1.200 mwa70kilocaloriecite-ref-72[72] (di molto inferiore al fabbisogno medio di apporto energetico giornaliero per qualsiasi fascia d'etàcite-ref-73[73]), principalmente da pane (distribuito in base al peso e chiamato "пайка", mwa8ypajka).cite-ref-74[74]

Colonizzazione

Documenti di stato sovietici dimostrano che tra i fini del Gulag c'era la colonizzazione di aree remote scarsamente popolate. A questo scopo fu introdotta la nozione di "libero insediamento".

Trascorsa la maggior parte della durata della pena, chi si era comportato bene poteva essere rilasciato per un "libero insediamento" (mwa9ain russo вольное поселение?, vol'noe poselenie) esterno al campo. Costoro erano conosciuti come "liberamente insediati" (mwa9ein russo вольнопоселенцы?, vol'noposelency, da non confondere col termine mwa9iin russo ссыльнопоселенцы?, ssyl'noposelency, "insediati in esilio"). Inoltre, si raccomandava l'assegnazione al "libero insediamento" di coloro che avevano trascorso l'intero termine di carcerazione, ma ai quali era negata la libera scelta del luogo di residenza, e si assegnava loro un appezzamento di terra non distante dal luogo di confino.

Anche questo servizio fu un'eredità del sistema del mwa9qkatorga.

La vita dopo la scadenza della detenzione

Agli ex detenuti in un campo o in prigione era proibita una vasta gamma di occupazioni. L'occultamento di un precedente imprigionamento era un reato processabile. Gli ex-detenuti politici erano un fastidio per il "Primo Dipartimento", terminali della polizia segreta in tutte le imprese ed istituzioni, in quanto dovevano essere tenuti sotto controllo.

Molti rilasciati non potevano stabilirsi a meno di cento chilometri dalle grandi città.

Dopo lunghi periodi di detenzione, molti avevano perduto le precedenti capacità lavorative e i contatti sociali. Pertanto, dopo la liberazione finale, molti di loro decidevano volontariamente di diventare (o restare) "liberamente insediati". Vi sono casi in cui i "liberamente insediati" riuscirono quasi a tornare ad una vita normale; matrimoni, figli e compleanni sono presenti all'interno dei campi. Le stesse sentinelle favorivano questi momenti di festa ed i prigionieri venivano fatti passare nelle vicinanze per puro divertimento di alcuni militari. Ad ogni modo la decisione di rimanere nel campo era influenzata anche dalla coscienza delle restrizioni che li attendevano in ogni altro posto. Un esempio furono quei detenuti del mwa9sNorillag che si stabilirono insieme ai coloni liberi nella città di mwa9wNoril'sk che avevano costruito.

Allorché molti ex-prigionieri liberati furono reimprigionati durante l'ondata di arresti che iniziò nel mwa941947, ciò accadde soprattutto a coloro che avevano scelto di ritornare nei pressi della loro vecchia residenza, più che a quelli che si erano "liberamente stabiliti" nei pressi dei campi.

Influenza

Cultura

Essendo stati in funzione per quasi quarant'anni ed avendo coinvolto molti milioni di persone, l'impatto dei lager sull'immaginario comune è stato enorme.

Il libro mwa-gmwa-kArcipelago Gulag di mwa-oAleksandr Solženicyn, mwa-sNobel per la letteratura, poi esiliato dall'URSS, pubblicato negli anni settanta, è il lavoro più noto sull'uso del Gulag come strumento di repressione governativa su larga scala. L'opera di Solženicyn segnò, dopo una lunga serie di testimonianze, il momento di massima denuncia del Gulag, seguita da poche altre.cite-ref-75[75]cite-ref-76[76]

Nel 1920 fu pubblicato il primo libro (mwa-uPrisoner of Trotsky's di A. Kalpašnikov) e decine di altre testimonianze furono pubblicate negli anni venti, anche in italiano. Nel 1999 in Italia venne pubblicato da Einaudi mwa-ymwa-cI racconti di Kolyma di mwa-gVarlam Tichonovič Šalamov, una raccolta letteraria divisa in sei sezioni, che esplorava con asciutta lucidità l'atroce realtà del lager sovietico. Ne mwa-kI racconti di Kolyma si ripercorre la lunga detenzione dell'autore, durata circa diciassette anni, dove emerge con forza il ruolo del contesto nel determinare i comportamenti più efferati e la capacità, nonostante tutto, dell'uomo di andare avanti, giorno dopo giorno, anche, paradossalmente, grazie all'obnubilazione della mente a causa dell'assoluta scarsità di cibo e alle condizioni climatiche inumane.

Condizioni in grado di "sospendere" una percezione realistica di sé: «con quale facilità l'uomo può dimenticare di essere un uomo» e rinunciare alla sottile pellicola della civiltà, se posto in condizioni di vita estreme (mwa-sI racconti di Kolyma, introduzione). L'opera di Šalamov (che ha richiesto all'autore circa 20 anni per la sua stesura) esplora con impressionante lucidità il rapporto tra l'uomo, la natura e il senso della vita, restituendo dei campi un'immagine agghiacciante, per via delle vicende vissute dai detenuti e per gli incredibili livelli di sofferenza esperiti. «Il lager è una scuola negativa per chiunque, dal primo all'ultimo giorno [...] L'uomo non deve vederlo. Ma se lo vede, deve dire la verità, per quanto terribile sia. Per parte mia, ho deciso che dedicherò tutto il resto della mia vita proprio a questa verità», scrisse Šalamov a Solženicyn nei primi anni sessanta.

Alla fine degli anni venti la conoscenza dell'argomento in Occidente era piuttosto diffusa in seguito alla letteratura e a numerosi articoli comparsi sulla stampa tedesca, francese, britannica e americana.cite-ref-77[77]cite-ref-78[78] Descrizioni dettagliate dei primi campi delle isole Soloveckij e delle condizioni di maltrattamento e tortura dei prigionieri comparvero nel 1926 (mwbauIsland hell di S. A. Mal'sagov) e nel 1927 (mwbayUn bagne in Russie rouge di Raymond Duguet). La mwbacSocietà britannica contro lo schiavismo indisse un'indagine sugli abusi sui prigionieri ed un senatore francese scrisse un articolo molto citato basato sulle testimonianze dei rifugiati.cite-ref-79[79] Nel 1936 furono molto popolari i libri di Ivan Solonevič (tradotti in una decina di lingue, in italiano nel 1939,cite-ref-80[80] furono fra i primi ad introdurre in Occidente il termine mwbbaGulag), tanto che i servizi segreti sovietici assassinarono la moglie e il figlio dell'autore. Nel 1938 mwbbeLuigi Barzini pubblicò mwbbiL'impero del lavoro forzato (ed. Hoepli). Nel 1941 l'opera di Kajetan Klug, pubblicata a Berlino (mwbbmDie grosste Sklaverei der Weltgrdchichte), stimò in 15 milioni la popolazione del Gulag e, nel 1947, David J. Dallin e Boris I. Nikolaevskij descrissero la storia dettagliata dei campi in mwbbqForced labour in Soviet Russia (tradotto nel 1949 in mwbbuIl lavoro forzato nella Russia sovietica, ed. Jandi Sapi), stimando la popolazione in 10 milioni.

Nella seconda metà degli anni quaranta grande risonanza ebbero il libro mwbb4Ho scelto la libertàcite-ref-81[81] (venduto in milioni di copie in oltre dieci lingue) di mwbcmViktor Andreevič Kravčenko e il processo che l'autore vinse contro il settimanale del partito comunista francese mwbcqLes Lettres Françaises che lo calunniò, in cui testimoniarono numerosi ex prigionieri dei campi (fra i quali mwbcuMargarete Buber Neumann); diverse testimonianze furono raccolte dall'autore nel successivo mwbcySto con la giustiziacite-ref-82[82] insieme alla storia del processo. Kravčenko morì in circostanze poco chiare, forse assassinato dal mwbcsKGB.cite-ref-83[83] Nel 1950 Isaac Don Levine pubblicò la prima mappa dei campi. David Rousset, anch'egli vincitore in un processo per diffamazione contro il suddetto settimanale, si avvalse di diversi testimoni ed ottenne l'istituzione della mwbdaCommission Internationale contre le regime concentrationaire (Commissione Internazionale contro il regime concentrazionario), che nel 1951 pubblicò il risultato delle sue ricerche ne mwbdeLe livre blanc sur le camps concentrationnaires sovietiques (Il libro bianco sui campi di concentramento sovietici) e svolse analoghe ricerche e pubblicazioni sui mwbdicampi cinesi.cite-ref-84[84]

Il campi sono diventati un argomento di grande influenza nel pensiero russo contemporaneo ed una parte importante del moderno mwbdgfolklore russo. Molte canzoni di cantautori, specialmente mwbdkAleksandr Galich e mwbdoVladimir Semënovič Vysockij, descrivono la vita dei lager, benché nessuno dei due ne sia stato prigioniero.

Le memorie di Aleksandr Solženicyn, mwbdwVarlam Šalamov, mwbd0Evgenia Ginzburg, mwbd4Gustaw Herling, tra gli altri, sono diventate un simbolo di sfida alla società sovietica. Gli scritti, specie quelli di Solženicyn, hanno severamente rimproverato il popolo sovietico per la sua tolleranza ed apatia nei confronti dei campi di concentramento, ma al contempo hanno fornito una testimonianza del coraggio e della risolutezza di coloro che vi furono imprigionati.

Personaggi

Figure di spicco che vissero l'internamento in un Gulag furono:

• mwbemIosif Aleksandrovič Brodskij, poeta, Nobel per la letteratura (confino in una fattoria agricola)
• mwbeuVladimir Bukovsky, scrittore e attivista, internato in campi e ospedali psichiatrici
• mwbecLeo Bauer, politico e giornalista ebreo tedesco, comunista
• mwbekMargarete Buber-Neumann, comunista tedesca
• mwbesJózef Czapski, scrittore e pittore polacco
• mwbe0Julij Daniel, mwbe4scrittore, mwbe8saggista e mwbfatraduttore mwbferusso
• mwbfmPavel Aleksandrovič Florenskij, filosofo e religioso
• Aleksandr Ginzburg
• mwbfsGustaw Herling-Grudziński, scrittore e giornalista polacco, genero di mwbfwBenedetto Croce
• mwbf4Evfrosinija Antonovna Kersnovskaja, aristocratica, scrittrice e illustratrice
• Sergej Adamovič Kovalëv, attivista, tra i fondatori di mwbgeMemorial
• mwbguAnatolij Marčenko, scrittore e attivista
• mwbgcJurij Orlov, fisico e attivista
• mwbgkSergej Pavlovič Korolëv, scienziato, padre del programma spaziale sovietico
• mwbgsAleksandr Podrabinek, giornalista e attivista
• mwbg0Andrej Sacharov, fisico, Nobel per la pace, in ospedale psichiatrico
• mwbg8Vasyl Stus, poeta ucraino
• mwbheAleksandr Isaevič Solženicyn, scrittore, Nobel per la letteratura
• mwbhmVarlam Tichonovič Šalamov, scrittore
• mwbhuAleksandr Skobov, storico e attivista, detenuto in campi e ospedali psichiatrici
• Anna Szyszko-Grzywacz, partigiana polacca dell'mwbhgArmia Krajowa

Gli italiani:

• Roberto Anderson
• Maria Pia Piccioni
• mwbiiDante Corneli
• Nella Masutti

Filmografia

• mwbiwmwbi0Una giornata di Ivan Denisovič, di Caspar Wrede (Norvegia/Regno Unito, 1971)
• mwbjamwbjeGulag 77, di mwbjiRoger Young (USA, 1984)
• mwbjqmwbjuMosca addio, di mwbjyMauro Bolognini (Italia, 1986)
• mwbjgSta’ fermo, muori e resuscita, di mwbjoVitalij Kanevskij (Francia, 1989)
• mwbjwmwbj0Zateryannyy v Sibiri (mwbj4Lost in Siberia), di mwbj8Aleksandr Mitta (URSS/Regno Unito, 1991)
• mwbkemwbkiSole ingannatore di mwbkmNikita Mikhalkov (Russia/Francia, 1994)
• mwbkumwbkyEst-ovest - Amore-libertà, di mwbkcRégis Wargnier (Francia, 1999)
• mwbkkBarak, di Valerij Ogorodnikov (Russia, 1999)
• mwbkwAs Far as My Feet Will Carry Me, di Hardy Martins (Germania, 2001)
• mwbk8mwblaI Am David, di mwblePaul Feig (USA, 2003)
• mwblmmwblqViaggio nella vertigine (mwbluWithin the Whirlwind), di mwblyMarleen Gorris (Germania/Polonia, 2009)
• mwblgmwblkThe Way Back, regia di mwbloPeter Weir (USA, 2010)
• mwblwmwbl0Kray, di mwbl4Alexei Uchitel (Russia, 2010)
• mwbmaMy Way di Kang Je-gyu (Corea del Sud, 2011)
• mwbmqAusgerechnet Sibirien (mwbmyLost in Siberia), di Ralf Huettner (Germania/Russia, 2012)

Note

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Bibliografia

mwb5yTestimonianze

Segue un elenco di mwb5gtestimonianze di prigionieri ordinato secondo la data della prima edizione originale. Le opere tradotte in più lingue sono citate una volta sola, dando precedenza all'italiano e all'inglese.

In Italiano

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Narrativa

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Voci correlate
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• Wikisource
• Wikiquote
• Wikimedia Commons

• Wikisource contiene il testo in russo in lingua russa del Decreto sui campi di lavoro del 1919
• Wikiquote contiene citazioni di o su Gulag
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Gulag

Collegamenti esterni

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• mwcsqAlbum fotografico del Gulag., su angelfire.com.
• mwcsyMuseo virtuale dedicato al Gulag, su museum.gulagmemories.eu.